Da investigatrice privata e titolare dell’agenzia Investigativa Cyanea,che da oltre 30 anni si occupa di tutela della famiglia,penso che Alessia Pifferi si meriti l’ergastolo.

La mia esperienza di investigatrice privata e titolare della agenzia Investigativa Cyanea, mi suggerisce che Alessia Pifferi è egoista e bugiarda, e merita il carcere.
La mia esperienza di investigatrice privata e titolare della agenzia Investigativa Cyanea, mi suggerisce che Alessia Pifferi è egoista e bugiarda, e merita il carcere.

Quando Alessia Pifferi era sotto processo e si ventilava già la sua condanna all’ergastolo, la mia prima impressione, da investigatrice privata e titolare dell’agenzia Investigativa Cyanea che si occupa di tutela della famiglia, fu che la pena fosse esagerata e soprattutto senza alcun intento riabilitativo. Inizialmente Alessia Pifferi mi suscitava rabbia per ciò che aveva fatto, ma anche molta pena per come doveva sentirsi, nonostante sua sorella Viviana Pifferi e sua madre Maria Assandri ribadissero l’estremo egoismo e l’abitudine a mentire di Alessia.

          La mia indulgenza verso Alessia Pifferi è iniziata a incrinarsi quando questa madre snaturata ad aprile u.s. ha reso le sue dichiarazioni spontanee davanti alla Corte, di un egoismo deprimente. Ha farfugliato qualche auto-giustificazione alla morte della piccola Diana e sprecato gran parte del tempo concessole a lamentarsi del fatto che dovesse stare sempre chiusa in cella, trovandosi in una situazione “umiliante e delicata”, senza la possibilità di fare corsi né altre attività; come se il suo problema principale fosse di annoiarsi in galera e non d’essere divorata dai rimorsi per ciò che aveva fatto a sua figlia. Non è stato necessario avere l’esperienza di un investigatore privato per capire che della tragedia della piccola Diana a sua madre interessavano solamente gli aspetti che la toccavano direttamente nel suo egoismo.

          Quando Alessia Pifferi è stata condannata all’ergastolo ha subito dichiarato di volersi spegnere come la figlia o meglio… direi: come lei aveva fatto spegnere la figlia. E qui ho nuovamente vacillato nella pietà intravedendo un qualche barlume umano e un po’ di pentimento. Tuttavia la stessa Pifferi ha infranto le mie illusioni dimostrandosi bugiarda, proprio come l’avevano descritta le sue parenti più strette. La madre assassina, una volta tornata nel carcere di San Vittore, dove sembra che ci resterà e non verrà trasferita nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere, ha iniziato uno sciopero della fame, perché ha dichiarato, per bocca del suo avvocato Alessia Pontenani, di voler seguire la figlia.

          In realtà, secondo la mia esperienza come detective privata e titolare dell’agenzia investigativa Cyanea di Cassano d’Adda, credo che la Pifferi sia solamente delusa della sua ricollocazione a San Vittore e spera con un po’ di sceneggiate di essere trasferita o, almeno, spostata in infermeria. Infatti, è arrivata puntuale la bugia sulle aggressioni subite in carcere che sono state solamente due e risalenti all’inizio della sua detenzione, a settembre 2022 e ad aprile 2023, mentre la Pifferi lamenta episodi più recenti mai avvenuti.

          Nella mia esperienza di investigatore privato e titolare della agenzia Investigazioni Cyanea di Cassano d’Adda in qualsiasi incarico investigativo che riguardi i figli minorenni (dispute sull’affidamento, maltrattamenti e abusi, condotte trascuranti) riconosci subito il genitore che ha torto o gravi mancanze, perché parla più di sé stesso che della prole, proprio come Alessia Pifferi.

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